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Indagine sullo stato dell'aria di Tradate
Di Maurizio, Thursday 07 February 2008
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Abbiamo raccolto tutti i dati a noi disponibili riguardanti la qualità dell’aria a Tradate.
Tali dati sono stati ricavati dai rilevamenti che ARPA ha fatto a Tradate tramite laboratorio mobile dal 18 Sett. al 27 Nov 2002. Purtroppo non è stata rilevata la quantità di PM10.
Più recente invece la campagna di misura effettuata a Venegono Inferiore dal 26 Ott. al 12 Dic 2006, che ha fornito dati più completi. Poiché Venegono è in una situazione ambientalmente privilegiata rispetto a Tradate, possiamo sicuramente considerare validi i dati di Venegono anche per Tradate.
Inoltre possiamo anche disporre dei dati sui PM10 della centralina di Olgiate Comasco e dati da “rapporto sullo stato dell’ambiente Lombardia 2006” dell’ARPA Lombardia.

Dall’analisi di questi dati si possono trarre le seguenti conclusioni:
Osservando i dati relativi ai principali inquinanti si può affermare che rimangono sotto i limiti di legge tutti i gas sotto osservazione ad eccezione di Ozono troposferico e polveri sottili PM10.
Per quest’ultime la legge prevede un valore max di 50microg/mc ed una media annuale max di 40.

L’andamento delle percentuali di tutti i gas si discosta di poco dall’andamento delle rilevazioni effettuate nelle centraline fisse di Saronno, Varese, Gallarate, Busto A. attestandosi a livelli quantitativi di poco inferiori.
Le stesse conclusioni dell’Arpa confermano tale ipotesi:

“Infine, per quanto concerne il PM10, sebbene il rendimento inferiore al 90% non consenta
un’esaustiva valutazione comparativa, si osserva che i valori medi e massimi, così come il numero
di superamenti della soglia di 50 Sg/m³ si collocano in posizione intermedia tra i valori rilevati a
Varese e quelli riscontrati in area Sempione.
Durante i giorni della campagna di misura effettuata nel comune di Venegono Inferiore, tra i
parametri misurati (SO2, NO2, CO, O3, PM10) si sono avuti esclusivamente superamenti dei limiti
relativi al PM10, analogamente a quanto accaduto nelle altre stazioni della sottorete provinciale.
Si rileva inoltre che i livelli di SO2, NO2, CO, O3 e PM10 misurati a Venegono Inferiore sono risultati
mediamente confrontabili con quelli registrati dalle postazioni fisse della rete di rilevamento
installata nel territorio della provincia di Varese”

Riportiamo il grafico dei valori rilevati invitando ad osservare che in 44 giorni per ben 14 giorni sono stati rilevati superamenti del valore limite di legge (non si possono superare i 35 giorni di superamento in un anno).

La situazione, purtroppo, ad oggi è anche peggiorata, a pochi chilometri da qui, ad Olgiate Comasco le centraline davano 10 giorni su 10 di superamento ai primi di gennaio 2008. (valori tra 50 a 88 )

Ecco il grafico comparativo tra i dati di Venegono (Tradate) e quelli delle città con centraline fisse (riteniamo corretta una estrapolazione dei valori di Tradate facendo una media tra quelli di Saronno (maggiori) e Varese Copelli (inferiori):

Per limitarci alle PM10 la loro pericolosità si manifesta soprattutto per cuore e polmoni.
Le particelle inalate, si possono depositare in qualche tratto dell´apparato respiratorio, oppure essere espirate.
Se le particelle depositate sono liquide o solubili possono essere assorbite dai tessuti in qualsiasi punto dove si depositano e provocare dei danni intorno a tale punto, se sono corrosive o radioattive sono in grado di avviare qualsiasi azione locale.
Le particelle insolubili possono essere trasportate, in base alle loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del corpo, dove possono essere assorbite o provocare danni biologici.

Secondo l’OMS se venissero rispettati i limiti di legge (40 microg./mc media annuale) nelle 13 principali città italiane si eviterebbero 2200 morti premature.

Ma chi produce le polveri sottili?
Riportiamo una porzione del documento con ipotesi di ARPA per Venegono


Dalla tabella ricaviamo che le PM10 per Venegono provengono per 5 ton/anno dalla combustione della legna e per 4,2 ton dai trasporti piu altri contributi minori. Si può affermare in generale che, per situazioni più urbanizzate diminuisce l’uso del riscaldamento a legna ed aumenta il peso del traffico veicolare. Per la Lombardia la fonte principale di PM10 è il traffico (diesel), seguito dal riscaldamento a legna. Per la legna grande differenza esiste tra la combustione con stufe innovative e quelle tradizionali molto più inquinanti. Il caso peggiore è la combustione a camino aperto (o all’aria aperta)..

Soprattutto per le polveri sottili occorre precisare che ciò che si produce in una città non rimane lì, ma va a sommarsi alle produzioni di tutta la pianura creando una enorme “nuvola” di polveri ben visibile dall’alto delle montagne osservando la pianura padana. Tale nuvola ristagna per giorni e giorni fino all’arrivo di perturbazioni atmosferiche.

Ciò fa sì che, spesso, visto che il problema è globale, nessuno interviene, né a livello di amministrazione né a livello personale, salvo qualche blocco o restrizione di traffico (mai a Tradate).

Il problema è molto serio poiché, assodato il parallelismo tra Tradate, Varese e Saronno, è grave osservare il numero di giorni all’anno in cui vengono superati i limiti di legge (per legge il num di gg deve essere minore di 35).

Per il 2005 per Varese 79gg, per Saronno 93gg, per Tradate circa 85 giorni contro i 35 di legge.
Con questi dati, salvo smentite, nessuno a Tradate può affermare che “l’aria è buona”!



Allegati:
situazione PM10 pianura padana (modello ARPA, 05/01/2004)

Centralina di Olgiate Comasco, dati recenti dal 27 gen al 5 feb 2008-02-07
Sono visibili 5 giorni su 10 di sforamento della soglia di legge sulle PM10
(numero max 35 all’anno)

Cosa fare?

Per abbattere le PM10 occorre intervenire sulle cause:
A livello regionale per il trasporto interventi di riduzione del traffico, incentivare il trasporto pubblico e le piste ciclabili oltre che diffusione di filtri antiparticolato.
Per il riscaldamento diffondere l’uso di stufe e camini (legna o pellets) dell’ultima generazione. E’ evidente che ogni comune dovrebbe informare su questo problema i cittadini ed incentivare il passaggio alle stufe innovative.
Qualunque intervento verrebbe poi vanificato dall’aumento sconsiderato nelle zone critiche di ulteriori nuove residenze e traffico. Se gli investimenti continuano a privilegiare nuove strade invece che nuovi treni significa che si vuol proseguire sulla strada sbagliata, a danno della salute umana.
La diffusione invece di zone verdi alberate, in particolare vicino alle zone più critiche, oltre che agire da polmone e da mitigatori del clima, realizza un effetto di schermo e filtro.


Come funzionano i filtri verdi
Le piante agiscono come filtri purificatori dell'aria intercettando i contaminanti gassosi e il particolato trasportati dal vento. In particolare, il monossido di carbonio, il biossido d'azoto, l'anidride solforosa e l'ozono sono assorbiti dalle foglie, mentre i PM 10 sono solo trattenuti dai peli e dai composti cerosi presenti sulla superficie di queste ultime o dalle rugosità della corteccia del tronco e dei rami.
"Ogni anno gli alberi di Chicago tolgono dall'atmosfera 15 tonnellate di monossido di carbonio, 84 tonnellate di biossido d'azoto, 191 tonnellate di ozono e più di 200 tonnellate di particolato atmosferico (i famosi PM 10 e PM 2,5)

Chiudiamo con le conclusioni del ricercatore inglese Nick Hewitt:

"Non si deve dimenticare che un generale aumento del verde nelle città è sempre un fatto positivo e privo di controindicazioni" precisa Nick Hewitt, "gli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali, oltre migliorare la qualità dell'aria, sono belli e diminuiscono la temperatura, la produzione di anidride carbonica e l'inquinamento acustico proveniente dalle strade".

Il ricercatore inglese ha studiato in particolare la deposizione delle particelle inquinanti sulla vegetazione delle West Midlands, una regione al centro della Gran Bretagna, negli ultimi 50 anni. L'indagine ha permesso di quantificare l'effetto del verde cittadino sulla qualità dell'aria: "Le piante non prevengono l'inquinamento, ma lo possono controllare in modo efficace: raddoppiare il numero delle piante presenti nell'area considerata diminuirebbe di un quarto la presenza del PM 10 ed eviterebbe 140 morti all'anno dovute all'inquinamento" conclude Hewitt.


Pubblicato in : , Acqua e Aria a Tradate

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