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Cervi e caprioli nel Parco Pineta
Di Massimo Pizzetti e Silvio Colaone , Wednesday 15 May 2013
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Negli ultimi anni, nel territorio del Parco Pineta, ci sono state diverse segnalazioni di presenza di cervidi (cervo, capriolo ) probabilmente provenienti dalle montagne varesine , comasche e della vicina Svizzera.


giovane femmina di cervo, maggio 2012 (foto Massimo Pizzetti)

Nell’autunno del 2010, insieme alle Gev del Parco, si e’ deciso di intraprendere una prima analisi di verifica sulla presenza degli ungulati , mappare la distribuzione delle specie presenti ed individuare anche le zone maggiormente frequentate.Durante tutta la ricerca, durata fino a Novembre 2012, i vari operatori hanno rilevato tutti i segni di presenza di ungulati, come impronte, escrementi, covi e fregoni, cercando di accettarne la specie. Sono stati fatti inoltre appostamenti nelle zone piu’ consone ed sono state utilizzate fototrappole ad infrarossi per avere un idea preliminare su quanti esemplari sia di cervo che di caprioli potessero abitare il Parco.

Questo studio ha permesso la individuazione certa della presenza nel Parco di due specie di ungulati: il cervo ed il capriolo.
Per entrambe le specie sono stati ritrovati segni di presenza, osservazioni dirette e fotografie diurne e notturne. Grazie a questo lavoro preliminare si è consolidata un’ idea preliminare sulla popolazione di ungulati nel Parco, che sembra costituita, per ora, da pochi individui con una densità ancora bassa, ma distribuita su tutto il territorio del Parco, con frequentazione maggiore della parte centrale e meridionale dove trovano un ambiente trofico costituito da ambiente misti con presenza di latifoglie, conifere e arbusteti.
Si è rilevato che la maggior parte degli individui di cervo presenti sono maschi, soprattutto giovani e subadulti che si muovono singolarmente o in piccoli branchi (2-3 esemplari).

I caprioli sono presenti forse in minor numero rispetto ai cervi, ma la loro riservatezza ha reso più difficoltosa la ricerca. Nonostante questo è stato possibile fotografare numerosi esemplari e rilevare tracce di presenza in tutto il Parco.


maschio di capriolo, giugno 2011 (foto Silvio Colaone)

Dai dati derivanti dagli avvistamenti e dalle fototrappole , si sono tratte indicazioni sugli orari delle attivita’ degli ungulati, i quali sembrano favorire le ore serali e alba per muoversi all’interno del Parco.
L’attività sembra iniziare nel tardo pomeriggio per continuare durante la notte fino alle prime ore del mattino.La presenza antropica all’interno del Parco non favorisce una vera attivita’ diurna e durante il giorno gli animali trovano rifugio e tranquillita’ nell’ampia zona boschiva presente, utilizzando piccole vallette riservate e di difficile accesso per l’uomo specialmente nel periodo di sviluppo vegetativo.
L’ambiente è molto idoneo alle specie, con inverni miti e presenza di neve alta limitata nel tempo, e le zone di rifugio sono costituitie da ampi boschi con vallette soleggiate in inverno e fresche durante la calura estiva.

Le risorse trofiche sono costanti e differenziate nel corso dell’anno.Questo porta a suppore,nel futuro prossimo,ad un aumento degli esemplari presenti ed anche ad un espansione dell’areale di frequentazione. I segni di presenza trovati in nuove zone durante la ricerca, indicano questa tendenza per entrambe le specie.Inizierà quest’anno,in collaborazione con l’Università dell’Insubria, uno studio per un censimento razionale delle popolazioni presenti, applicando un metodo scientifico in modo da quantificare gli esemplari presenti in tutto il Parco, per poi porre in atto azioni di conservazione per le due specie individuandone le problematiche.


maschi di cervo, luglio 2009 (foto Silvio Colaone)

Ad esempio si sono riscontrati problemi costituiti dai cani randagi o liberi e dal traffico veicolare. Due femmine di capriolo sono state trovate sbranate ed altre due sono state investite. Altri esemplari di cervo sono stati investiti e per questo motivo il Parco si è già attivato nel predisporre lungo le strade principali appositi catarifrangenti deterrenti verso l’attraversamento improvviso degli animali. Legambiente di Tradate sta predisponendo un progetto per la realizzazione ed installazione sulle strade di sagome di cervi e caprioli a grandezza reale, in modo da mantenere alta l’attenzione degli automobilisti.

Massimo PIzzetti e Silvio Colaone

Pubblicato in : , Territorio

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