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Da Windscale a Chernobil, da Tokaimura ad Akokan: ecco la grande sicurezza nucleare.
Di Isaia, Thursday 14 January 2010
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In Italia, in questi ultimi tempi, si è iniziato a considerare un ritorno dell’energia nucleare.
Il Governo ha dichiarato la sua posizione favorevole nei confronti di questa fonte energetica e i vari giornali e la televisione in generale hanno iniziato a lavarci il cervello dichiarando che le nuove centrali nucleari sono sicure, che tutti i gruppi ambientalisti maggioritari sono favorevoli ad esse eccetto qualche gruppo “fondamentalista” e nascondendo i loro aspetti negativi.
Il nostro Presidente ha pure dichiarato erroneamente che non ci sono stati più incidenti nucleari dopo Chernobil e che gli antagonisti al nucleare si basano su quell’incidente di vecchia data non comprendendo che adesso le nuove centrali sono molto più avanzate e sicure di quelle degli anni settanta e ottanta.
Io voglio smontare con l’articolo che leggerete questa tesi pro-nucleare illustrandovi tutti i maggiori incidenti nucleari dal 1957 al 2009.
 
Nel 1957 accade uno dei primi grandi incidenti nucleari a Windscale in Inghilterra. Il nocciolo si fonde. Viene rilasciata radioattività pari a 1/10 di quella di Hiroshima.
Lo stesso anno a Sellafield, sempre in Inghilterra, si incendia una centrale per la produzione di plutonio e a Kishtym, in Unione Sovietica, un bidone di scorie radioattive esplode contaminando 270,000 persone.
L’anno dopo sui monti Urali esplodono fusti di scorie nucleari contaminando pesantemente la zona, ancora oggi recintata.
Nel 1964, a Garigliano, in Italia, si sfiora la catastrofe per un guasto al sistema di spegnimento d’emergenza e nel 1966 cadono sulla spagna quattro aerei USA con bombe di idrogeno inquinando tutti i terreni agricoli circostanti.
Nel 1967 la centrale di Trino Vercellese chiude per un incidente della guaina di protezione delle barre di uranio e nei tre anni in cui rimane chiusa scarica nel Po trizio radioattivo.
Nel 1970 l’impianto statunitense Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
Nel 1972 un gruppo ecologista francese scopre che alcuni fusti contenenti scorie nucleari hanno larghe fenditure.
L’anno dopo si scopre che la centrale statunitense di Hanford ha perso 1.600.000 litri di liquidi radioattivi negli ultimi 15 anni contaminando il vicino bosco popolatissimo di fauna e flora.
Nel 1974 a Sevcenko, nell’URSS,il sodio e l’acqua di una centrale reagiscono creando idrogeno e soda caustica e una grossa esplosione e a Casaccia si rompe un container di plutonio con conseguenze misteriose.
Nel 1979 si fonde il nocciolo del reattore di Three Mile Island, nel 1983 la centrale di Sellafield libera liquidi radioattivi nel Mar d’Irlanda e nel 1986, a Chernobil,il surriscaldamento provoca la fusione del nocciolo del reattore e la morte di 2900 ucraini e moltissime altre persone in tutto il mondo.

E adesso si passa alle nuove centrali avanzate e sicure che non hanno più causato incidenti.

Nel 1991 a Mihama,in Giappone vengono riversate in mare 20 tonnellate d’acqua radioattiva e a Tomsk, nel 1993, esplode un serbatoio d’uranio.
Nel 1994, a Petropavlosk, in Russia, si rompe un deposito di scorie e il materiale nucleare contamina la baia di Seldevaia,nel 1995 dalla centrale giapponese di Monju esce materiale radioattivo e nel 1997 si scopre che la centrale di riprocessamento delle scorie a La Hague riversa acqua radioattiva nella Manica.
Nel 1999 a Tokaimura due sostanze radioattive reagiscono provocando un incendio del reattore contaminando 450 persone. Nel 2001 in Germania esplode parzialmente la centrale di Brunsbuettel  e nel 2005 viene di nuovo chiamata in causa la centrale di Sellafield per riversamento di materiali radioattivi nel mare. 
Nel 2006 la centrale nipponica di mihama perde altro liquido radioattivo e nel 2007 quella di Kashiwazaki si rivela incapace di resistere ai sismi poiché a causa di un terremoto appunto ne esce del materiale radioattivo.
Più recentemente ci sono stati i tre incidenti della centrale di Tricastin, in Francia e quello di Mochovche in Slovenia l’uno con perdita di liquido radioattivo l’altro con lo spegnimento della centrale. Ma anche quello della centrale canadese di Chalk River che ha riversato in un fiume quantità ingenti di materiale nucleare e la scoperta dei luoghi dove finiscono le scorie francesi cioè riversate nei laghi serbi e bosniaci, nelle campagne francesi e nei centri di riprocessamento da cui finiscono in mare.
E pochi giorni fa l’Areva, società nucleare francese che si occuperà della costruzione delle future centrali italiane, ha ammesso di aver contaminato estraendo uranio e scaricando scorie il villaggio nigeriano di Akokan.

Magari il Parco Pineta diverrà un sito di stoccaggio.

Sul fatto che i gruppi ambientalisti maggioritari siano favorevoli al nucleare dico che è una menzogna poiché Legambiente, WWF, Italia nostra, Friends of the Earth e Greenpeace sono contrarissimi per tre motivi:
insicurezza delle centrali;
produzione di scorie;
costi folli.
 

Pubblicato in : , Osservatorio ambiente

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