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Copenhagen: Accordo criminale
Di Isaia, Tuesday 22 December 2009
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E’ da poco finito il vertice sui cambiamenti climatici a Copenhagen.


Quello che doveva essere un grande incontro è finito come quasi tutti i vertici mondiali in un nulla di fatto. Le posizioni dei vari paesi erano queste:
USA: abbassiamo le emissioni di CO2 solo volontariamente e solo se pure il BASIC le riduce.
BASIC (Brasile,Sudafrica,Cina,India): abbassiamo le emissioni del 50% entro il 2050 mentre gli USA e la UE dell’85% entro il 2050 perché abbiamo tanta popolazione e ci stiamo sviluppando.
No a monitoraggi all’interno dei nostri paesi.
UE: spingiamo per l’obbiettivo del 20-20-20.
G77 e ALBA: vogliamo drastiche riduzioni di CO2 da parte dei paesi più industrializzati e, prima di accettare soldi per convertirci all’energia verde, vogliamo che i veri responsabili paghino per quel che hanno causato.
 
Come si vede già da questa sintetica tabella gli stati più egoisti sono stati gli Usa e la UE che, già ultra-sviluppati, non accettano di ridurre le loro emissioni mentre la Cina non accetta il fatto che debba ridurre le emissioni come gli stati inquinatori storici perché si sta ancora sviluppando.
Gli stati poveri si sono visti esclusi sia dagli Stati Uniti che dal Basic e, come sempre, non hanno avuto alcuna rilevanza sebbene sono già i più colpiti dall’effetto serra.
La notte del 18 dicembre Tuvalu, Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Costarica, Sudan e Nicaragua hanno criticato fermamente l’accordo suggellato da Obama e Jiabao perché non vincolante e traghettatore dei paesi poveri al disastro.
E intanto, mentre i presidenti se ne infischiavano del futuro del pianeta, fuori infuriava la protesta di Greenpeace, WWF, Terra Nostra, Friends of the Earth, Legambiente e migliaia di persone da tutto il mondo soprattutto europei, latinoamericani e africani manifestavano la loro preoccupazione e il loro dissenso.
Purtroppo la democrazia non vale sempre e centinaia di manifestanti sono stati arrestati solo perché volevano srotolare striscioni o volantinare per la città.
Al Bella Center valevano solo le parole dei grandi 8 presidenti dei paesi ricchi .
Nessuna associazione poteva entrare e il G77 non poteva partecipare alla stesura dell’accordo finale e infatti si è visto come è finita.
 
I governi sono inaffidabili e sempre dalla parte dei petrolieri e delle grandi lobby quindi meglio partire dal basso per costruire una società sostenibile.
Nel nostro piccolo possiamo fare molto di più che quello che fanno i grandi “leaders” nel G2,G8,G7,G20,ecc…
Usiamo di meno la macchina preferendo bici, piedi, treni e autobus, spegniamo le luci, non usiamole quando c’è la luce solare, non lasciamo in stand-by televisori e computer, preferiamo la doccia al bagno e mangiamo meno carne!!!
 
 

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